Nasce a Novate Milanese, un paese
alla periferia di Milano, il 12 maggio. Il padre e
la madre sono nativi della zona a nord di Canzo, oltre
Erba, un paesaggio montano che si affaccia da una
parte su Bellagio e dall'altra sui laghi brianzoli
del Lecchese: Pusiano, Annone, Oggiono. Il padre di
Testori è di Sormano e la madre è di
Lasnigo; si trasferiscono a Novate, dove il padre
dirige una filanda. Molti ricordi testoriani riguardano
il periodo dell'infanzia e soprattutto le figure familiari
alle quali è molto legato: "Mio padre
è venuto a Novate agli inizi del secolo con
suo fratello. Avevano qualche telaietto per il tessuto
e, avendo raccolto un po' di risparmi, sono scesi
in pianura, dai monti, in cerca di fortuna.
1947
Si laurea in Lettere all'Università
Cattolica di Milano, con una tesi sull'estetica nell'arte
moderna. La tesi gli viene contestata. Lui prima pensa
di cambiare università, poi accetta di purgare
le pagine giudicate scandalose.
1948
Esordio ufficiale come scrittore
teatrale: Franca Valeri interpreta la sua Caterina
di Dio al Teatro della Basilica di Milano.
1949
Affresca le vele della basilica di
San Carlo a Milano. I quattro evangelisti, considerati
troppo picassiani, vengono coperti.
1951
Conosce Roberto Longhi, il massimo
critico d'arte italiano. Diventerà il suo vero
maestro. Nel 1952 Longhi pubblica sull'importante
rivista Paragone un saggio di Testori su Francesco
del Cairo, pittore lombardo del Seicento. Il metodo
critico appassionato di Testori fa subito discutere.
1953-55
Cura due importanti mostre: quella
dei Pittori della realtà in Lombardia e quella
del Manierismo piemontese e lombardo del Seicento,
la prima a Milano, la seconda a Torino e Ivrea.
1954
Pubblica il racconto lungo Il dio
di Roserio nei Gettoni di Einaudi, collana diretta
da Elio Vittorini.
1956
Organizza la mostra su Gaudenzio
Ferrari a Vercelli. E' il pittore e scultore inventore
dei Sacri Monti. Per tutta la vita resterà
uno dei suoi artisti prediletti.
1958
Esce Il ponte della Ghisolfa, primo
suo grande successo in letteratura. Da alcuni racconti,
Visconti, nel 1960, trae il soggetto di Rocco e i
suoi fratelli.
1959
Pubblica La Gilda del Mac Mahon,
altra raccolta di racconti. A Torino, organizza la
mostra di Tanzio da Varallo, altro pittore che ha
lavorato al Sacro Monte e a cui resterà molto
legato per tutta la vita.
1960
Il Piccolo Teatro di Milano mette
in scena la sua Maria Brasca con Franca Valeri.
1961
Il suo nuovo spettacolo, L'Arialda,
messo in scena da Luchino Visconti, viene fermato
dalla censura. Lo 'scandalo' va sulle prime pagine
di tutti i giornali.Pubblica Il Fabbricone, ultimo
atto della serie dei Segreti di Milano.
1964
Viene assolto nel processo per oltraggio
al pudore per il caso dell'Arialda.
1965
Pubblica un poema, I trionfi, e la
raccolta dei saggi su Gaudenzio, Il gran teatro montano.
A dicembre muore il padre di Testori, Edoardo.
1967
Organizza a Torino una mostra che
consacra un'altra sua scoperta nell'ambito della pittura
lombarda: il Ceruti. Torna a lavorare con Visconti,
che firma la regia della Monaca di Monza.
1969-1971
Si dedica alla poesia e alla critica
d'arte. Inizia l'amicizia con Paolo Vallorz, uno dei
pittori che più hanno segnato la sua avventura
di critico. Pubblica anche un nuovo testo teatrale,
Erodiade.
1971
Presenta i suoi quadri, grandi tele
con pugili o enormi mazzi di fiori, alla Galleria
Galatea di Torino.
1972
Pubblica L'Ambleto, primo testo della
Trilogia degli Scarozzanti che inaugura il suo sodalizio
con uno dei più grandi attori italiani, Franco
Parenti.Il 16 gennaio 1973 L'Ambleto viene presentato
in un nuovo teatro milanese, il Salone Pier Lombardo,
fondato da Testori, Parenti e dalla regista Andrée
Ruth Shammah.
1974
Va in scena il secondo atto della
Trilogia, Macbetto. Pubblica un nuovo romanzo, La
Cattedrale. Una sua nuova mostra di quadri presso
la Galleria Alexandre Jolas di Milano è presentata
da Pietro Citati.
1975
Inizia la collaborazione al "Corriere
della Sera", come elzevirista per la terza pagina
e pubblica il romanzo "Passio laetitiae et felicitatis".
1976
Organizza alla Rotonda della via
Besana a Milano la mostra di Willy Varlin, un pittore
svizzero cui lo legherà una straordinaria amicizia
umana e culturale.
1977
L'ultimo atto della Trilogia degli
Scarozzanti, Edipus, va in scena al Pier Lombardo.
Un suo articolo sul Corriere, intitolato La cultura
marxista non ha il suo latino, accende una polemica
violentissima. Il 20 luglio muore la mamma, Lina.
Aveva 85 anni.
1978
Il direttore del Corriere, Franco
di Bella, lo chiama a intervenire sulla prima pagina.
A dicembre gli viene affidata anche la responsabilità
della pagina d'arte del quotidiano. Testori scrive
con grande frequenza, intervenendo sui tanti fatti
drammatici che segnano quell'anno: dal rapimento e
assassinio di Moro all'elezione di papa Wojtyla. A
maggio nasce anche il settimanale Il Sabato, con il
quale Testori inizia una collaborazione che si intensificherà
negli anni successivi. Sempre quest'anno, Testori
porta in scena Conversazione con la morte, scritta
per la propria madre.
1979
La Compagnia del teatro dell'Arca
di Forlì porta in scena Interrogatorio a Maria.
Lo spettacolo ha un grandissimo successo e raggiunge
nella tournée il record di mezzo milione di
spettatori.
1980
Cura una nuova collana per Rizzoli,
I Libri della Speranza. Il primo testo è una
conversazione con Don Giussani. Seguono Intorno a
una Lettera di Santa Caterina di Luca Doninelli, In
nome del niente di Luigi Amicone e Quasi sorella morte
di Sandro Maggiolini.
1981
Scrive Factum est. Il testo viene
presentato da Andrea Soffiantini con la regia di Emanuele
Banterle alla chiesa del Carmine di Firenze, una settimana
prima del referendum sull'aborto. La coincidenza scatena
polemiche. Organizza a Milano la mostra sulla Ca'
Granda, per i cinque secoli di quello che era stato
il primo ospedale moderno d'Europa.
1982
Raccoglie gli articoli comparsi sul
'Corriere della Sera' e sul 'Sabato', con il titolo
di La maestà della vita.
1983
Scrive Post-Hamlet, che viene portato
in scena da Emanuele Banterle al teatro di Porta Romana
a Milano. Costituisce una nuova compagnia: il Teatro
degli Incamminati con lo stesso Banterle e con Riccardo
Bonacina.
1984
Con una mostra alla Rotonda di via
Besana, lancia un gruppo di nuovi pittori italiani
destinati alla consacrazione negli anni successivi.
Torna al Pier Lombardo dove viene portato in scena
il suo I promessi sposi alla prova, con Franco Parenti
protagonista e Andrée Ruth Shammah regista.
E' un grande successo di pubblico. E' l'anno anche
di Erodiade, il monologo scritto nel 1969, ma parzialmente
riscritto per l'occasione: lo recita Adriana Innocenti
al Porta Romana di Milano, regia di Testori con la
collaborazione di Emanuele Banterle.
1985
Pubblica Confiteor, che viene messo
in scena l'anno successivo da Franco Branciaroli.
Inizia così la collaborazione con questo grande
attore che segna l'ultima stagione creativa di Testori.
1986
Continua con passione l'attività
di critico. In questo periodo la sua attenzione si
concentra su un gruppo di pittori tedeschi, i Nuovi
selvaggi e i Nuovi ordinatori, che lui consacra a
livello internazionale.
1987
E' l'anno di Alfieri, da sempre una
grande passione di Testori. Al Pier Lombardo cura
la regia di Filippo, con Franco Parenti e Lucilla
Morlacchi. Nel 1988 metterà in scena Oreste
con Adriana Innocenti e Piero Nuti al Teatro Popolare
di Roma.
1988
Secondo atto del trittico branciaroliano:
è In exitu, già pubblicato come romanzo.
Anche Testori va in scena, nella parte dello scrivano.
La prima, combattutissima, si tiene al Teatro della
Pergola di Firenze. Sul fronte dell'arte, scopre Martin
Disler, grande pittore svizzero cui dedica uno dei
suoi saggi più intensi.
1989
Al Piccolo Teatro di Milano si tiene
il terzo atto della "Branciatrilogia I":
Verbò, con Branciaroli e Testori in scena e
con la produzione degli Incamminati. Sempre al Piccolo,
Tino Carraro riporta in scena Conversazione con la
morte. Con il Teatro dell'Arca di Forlì, Testori
cura la partitura drammaturgica di un testo di don
Luigi Giussani, La vertigine della condizione umana.
1990
Primi segni della malattia e primo
ricovero in ospedale. Inizia la traduzione della Prima
Lettera ai Corinzi di San Paolo. Al Teatro Nazionale
di Milano, Branciaroli porta in scena lo Sfaust, primo
atto della "Branciatrilogia II".
1991
sdisOré, secondo atto della
"Branciatrilogia II", viene rappresentato
al Teatro Goldoni di Venezia, prodotto sempre dagli
Incamminati. La versione originaria di Erodiade viene
portata in scena da Raffaella Boscolo, con la regia
di Antonio Syxty al teatro Out Off di Milano.
1992
Pubblica Gli angeli dello sterminio,
un romanzo dedicato a Milano. Scrive Regredior e i
Tre Lai (Cleopatràs, Erodiàs, Mater
Strangosciàs). Questi ultimi verranno pubblicati
postumi nel 1994. Sandro Lombardi, nel 1996, porterà
in scena il primo dei Tre Lai, Cleopatràs.
Il Teatro Franco Parenti presenta la Maria Brasca,
con Adriana Asti e la regia di Andrée Ruth
Shammah.
1993
Giovanni Testori muore il 16 marzo
1993. Esce in un volume la lunga intervista che nel
corso degli ultimi mesi aveva rilasciato a Luca Doninelli.