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TESTORI 
 
- CRONOLOGIA -
(dal "Catalogo Bibliografico" a cura di Fulvio Panzeri)

 

1923

Nasce a Novate Milanese, un paese alla periferia di Milano, il 12 maggio. Il padre e la madre sono nativi della zona a nord di Canzo, oltre Erba, un paesaggio montano che si affaccia da una parte su Bellagio e dall'altra sui laghi brianzoli del Lecchese: Pusiano, Annone, Oggiono. Il padre di Testori è di Sormano e la madre è di Lasnigo; si trasferiscono a Novate, dove il padre dirige una filanda. Molti ricordi testoriani riguardano il periodo dell'infanzia e soprattutto le figure familiari alle quali è molto legato: "Mio padre è venuto a Novate agli inizi del secolo con suo fratello. Avevano qualche telaietto per il tessuto e, avendo raccolto un po' di risparmi, sono scesi in pianura, dai monti, in cerca di fortuna.

1947

Si laurea in Lettere all'Università Cattolica di Milano, con una tesi sull'estetica nell'arte moderna. La tesi gli viene contestata. Lui prima pensa di cambiare università, poi accetta di purgare le pagine giudicate scandalose.

1948

Esordio ufficiale come scrittore teatrale: Franca Valeri interpreta la sua Caterina di Dio al Teatro della Basilica di Milano.

1949

Affresca le vele della basilica di San Carlo a Milano. I quattro evangelisti, considerati troppo picassiani, vengono coperti.

1951

Conosce Roberto Longhi, il massimo critico d'arte italiano. Diventerà il suo vero maestro. Nel 1952 Longhi pubblica sull'importante rivista Paragone un saggio di Testori su Francesco del Cairo, pittore lombardo del Seicento. Il metodo critico appassionato di Testori fa subito discutere.

1953-55

Cura due importanti mostre: quella dei Pittori della realtà in Lombardia e quella del Manierismo piemontese e lombardo del Seicento, la prima a Milano, la seconda a Torino e Ivrea.

1954

Pubblica il racconto lungo Il dio di Roserio nei Gettoni di Einaudi, collana diretta da Elio Vittorini.

1956

Organizza la mostra su Gaudenzio Ferrari a Vercelli. E' il pittore e scultore inventore dei Sacri Monti. Per tutta la vita resterà uno dei suoi artisti prediletti.

1958

Esce Il ponte della Ghisolfa, primo suo grande successo in letteratura. Da alcuni racconti, Visconti, nel 1960, trae il soggetto di Rocco e i suoi fratelli.

1959

Pubblica La Gilda del Mac Mahon, altra raccolta di racconti. A Torino, organizza la mostra di Tanzio da Varallo, altro pittore che ha lavorato al Sacro Monte e a cui resterà molto legato per tutta la vita.

1960

Il Piccolo Teatro di Milano mette in scena la sua Maria Brasca con Franca Valeri.

1961

Il suo nuovo spettacolo, L'Arialda, messo in scena da Luchino Visconti, viene fermato dalla censura. Lo 'scandalo' va sulle prime pagine di tutti i giornali.Pubblica Il Fabbricone, ultimo atto della serie dei Segreti di Milano.

1964

Viene assolto nel processo per oltraggio al pudore per il caso dell'Arialda.

1965

Pubblica un poema, I trionfi, e la raccolta dei saggi su Gaudenzio, Il gran teatro montano. A dicembre muore il padre di Testori, Edoardo.

1967

Organizza a Torino una mostra che consacra un'altra sua scoperta nell'ambito della pittura lombarda: il Ceruti. Torna a lavorare con Visconti, che firma la regia della Monaca di Monza.

1969-1971

Si dedica alla poesia e alla critica d'arte. Inizia l'amicizia con Paolo Vallorz, uno dei pittori che più hanno segnato la sua avventura di critico. Pubblica anche un nuovo testo teatrale, Erodiade.

1971

Presenta i suoi quadri, grandi tele con pugili o enormi mazzi di fiori, alla Galleria Galatea di Torino.

1972

Pubblica L'Ambleto, primo testo della Trilogia degli Scarozzanti che inaugura il suo sodalizio con uno dei più grandi attori italiani, Franco Parenti.Il 16 gennaio 1973 L'Ambleto viene presentato in un nuovo teatro milanese, il Salone Pier Lombardo, fondato da Testori, Parenti e dalla regista Andrée Ruth Shammah.

1974

Va in scena il secondo atto della Trilogia, Macbetto. Pubblica un nuovo romanzo, La Cattedrale. Una sua nuova mostra di quadri presso la Galleria Alexandre Jolas di Milano è presentata da Pietro Citati.

1975

Inizia la collaborazione al "Corriere della Sera", come elzevirista per la terza pagina e pubblica il romanzo "Passio laetitiae et felicitatis".

1976

Organizza alla Rotonda della via Besana a Milano la mostra di Willy Varlin, un pittore svizzero cui lo legherà una straordinaria amicizia umana e culturale.

1977

L'ultimo atto della Trilogia degli Scarozzanti, Edipus, va in scena al Pier Lombardo. Un suo articolo sul Corriere, intitolato La cultura marxista non ha il suo latino, accende una polemica violentissima. Il 20 luglio muore la mamma, Lina. Aveva 85 anni.

1978

Il direttore del Corriere, Franco di Bella, lo chiama a intervenire sulla prima pagina. A dicembre gli viene affidata anche la responsabilità della pagina d'arte del quotidiano. Testori scrive con grande frequenza, intervenendo sui tanti fatti drammatici che segnano quell'anno: dal rapimento e assassinio di Moro all'elezione di papa Wojtyla. A maggio nasce anche il settimanale Il Sabato, con il quale Testori inizia una collaborazione che si intensificherà negli anni successivi. Sempre quest'anno, Testori porta in scena Conversazione con la morte, scritta per la propria madre.

1979

La Compagnia del teatro dell'Arca di Forlì porta in scena Interrogatorio a Maria. Lo spettacolo ha un grandissimo successo e raggiunge nella tournée il record di mezzo milione di spettatori.

1980

Cura una nuova collana per Rizzoli, I Libri della Speranza. Il primo testo è una conversazione con Don Giussani. Seguono Intorno a una Lettera di Santa Caterina di Luca Doninelli, In nome del niente di Luigi Amicone e Quasi sorella morte di Sandro Maggiolini.

1981

Scrive Factum est. Il testo viene presentato da Andrea Soffiantini con la regia di Emanuele Banterle alla chiesa del Carmine di Firenze, una settimana prima del referendum sull'aborto. La coincidenza scatena polemiche. Organizza a Milano la mostra sulla Ca' Granda, per i cinque secoli di quello che era stato il primo ospedale moderno d'Europa.

1982

Raccoglie gli articoli comparsi sul 'Corriere della Sera' e sul 'Sabato', con il titolo di La maestà della vita.

1983

Scrive Post-Hamlet, che viene portato in scena da Emanuele Banterle al teatro di Porta Romana a Milano. Costituisce una nuova compagnia: il Teatro degli Incamminati con lo stesso Banterle e con Riccardo Bonacina.

1984

Con una mostra alla Rotonda di via Besana, lancia un gruppo di nuovi pittori italiani destinati alla consacrazione negli anni successivi. Torna al Pier Lombardo dove viene portato in scena il suo I promessi sposi alla prova, con Franco Parenti protagonista e Andrée Ruth Shammah regista. E' un grande successo di pubblico. E' l'anno anche di Erodiade, il monologo scritto nel 1969, ma parzialmente riscritto per l'occasione: lo recita Adriana Innocenti al Porta Romana di Milano, regia di Testori con la collaborazione di Emanuele Banterle.

1985

Pubblica Confiteor, che viene messo in scena l'anno successivo da Franco Branciaroli. Inizia così la collaborazione con questo grande attore che segna l'ultima stagione creativa di Testori.

1986

Continua con passione l'attività di critico. In questo periodo la sua attenzione si concentra su un gruppo di pittori tedeschi, i Nuovi selvaggi e i Nuovi ordinatori, che lui consacra a livello internazionale.

1987

E' l'anno di Alfieri, da sempre una grande passione di Testori. Al Pier Lombardo cura la regia di Filippo, con Franco Parenti e Lucilla Morlacchi. Nel 1988 metterà in scena Oreste con Adriana Innocenti e Piero Nuti al Teatro Popolare di Roma.

1988

Secondo atto del trittico branciaroliano: è In exitu, già pubblicato come romanzo. Anche Testori va in scena, nella parte dello scrivano. La prima, combattutissima, si tiene al Teatro della Pergola di Firenze. Sul fronte dell'arte, scopre Martin Disler, grande pittore svizzero cui dedica uno dei suoi saggi più intensi.

1989

Al Piccolo Teatro di Milano si tiene il terzo atto della "Branciatrilogia I": Verbò, con Branciaroli e Testori in scena e con la produzione degli Incamminati. Sempre al Piccolo, Tino Carraro riporta in scena Conversazione con la morte. Con il Teatro dell'Arca di Forlì, Testori cura la partitura drammaturgica di un testo di don Luigi Giussani, La vertigine della condizione umana.

1990

Primi segni della malattia e primo ricovero in ospedale. Inizia la traduzione della Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo. Al Teatro Nazionale di Milano, Branciaroli porta in scena lo Sfaust, primo atto della "Branciatrilogia II".

1991

sdisOré, secondo atto della "Branciatrilogia II", viene rappresentato al Teatro Goldoni di Venezia, prodotto sempre dagli Incamminati. La versione originaria di Erodiade viene portata in scena da Raffaella Boscolo, con la regia di Antonio Syxty al teatro Out Off di Milano.

1992

Pubblica Gli angeli dello sterminio, un romanzo dedicato a Milano. Scrive Regredior e i Tre Lai (Cleopatràs, Erodiàs, Mater Strangosciàs). Questi ultimi verranno pubblicati postumi nel 1994. Sandro Lombardi, nel 1996, porterà in scena il primo dei Tre Lai, Cleopatràs. Il Teatro Franco Parenti presenta la Maria Brasca, con Adriana Asti e la regia di Andrée Ruth Shammah.

1993

Giovanni Testori muore il 16 marzo 1993. Esce in un volume la lunga intervista che nel corso degli ultimi mesi aveva rilasciato a Luca Doninelli.

 

 

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